mercoledì 18 febbraio 2026

Agriturismo La Rindola

 

L'ex colonia Pellizzari trasformata in fattoria didattica

Centri estivi e agricoltura biologica dove villeggiavano nel '900 i figli degli operai delle storiche Officine Investiti 500 mila euro, metà dalla Regione

Da colonia per i figli degli operai delle Officine Pellizzari a fattoria didattica con agriturismo. È la Rindola, sorta nel 2012 su iniziativa di Elia Antoniazzi, 38 anni, laurea in scienze forestali-ambientali e guida naturalistica, che assieme alla famiglia ha dato, nel corso degli anni, nuova vita alla struttura situata a Campanella di Altissimo, a 700 metri sul livello del mare.

È uno degli esempi significativi che l'Autorità di gestione regionale ha selezionato per mettere in risalto e far comprendere, attraverso un press tour, gli effetti degli interventi finanziati con i fondi europei del Programma di sviluppo rurale (Psr), ma anche il ruolo della Regione e la portata dei cambiamenti che il mondo rurale affronta nonché la sua evoluzione di fronte alle nuove sfide, attraverso visite sul territorio, conoscenza di casi concreti, incontri con beneficiari, partner e tecnici. Per fornire un quadro esaustivo, sono state selezionate quattro realtà significative in cui la Rindola, grazie anche al sostegno dei Psr, si è impegnata sul fronte biologico, agroalimentare e diversificazione, fornendo servizi per la comunità e arginando l'abbandono delle aree di montagna.

Una storia, iniziata con Giacomo Pellizzari, illuminato imprenditore titolare delle Officine Pellizzari di Arzignano, che nei primi anni del '900 volle realizzare una residenza estiva non troppo distante dalla sua fabbrica, dando vita alla "Villa dei Pellizzari" a Campanella di Altissimo, un'elegante dimora in stile Liberty circondata da un grande parco. Nei dintorni della struttura fece costruire una fattoria moderna, adottando standard edilizi e agronomici innovativi per l'epoca. Acquistò nel tempo appezzamenti di terra confinanti fino a creare un unico grande podere di circa 8 ettari.

Nei mesi estivi, la fattoria si trasformava in colonia per i figli degli operai, animando la comunità con messe, feste e incontri conviviali.

Nel 2012, la nostra famiglia - spiega Elia Antoniazzi - decise di raccogliere questa eredità. Abbiamo acquistato la vecchia stalla ormai diroccata e i terreni circostanti, dando nuova vita a questo luogo. Dopo un'attenta ristrutturazione, che ha conservato l'architettura originale, l'edificio è stato trasformato nel nostro agriturismo e i campi sono tornati a essere coltivati. L'agricoltura biologica è un nostro obiettivo principale. Organizziamo anche centri estivi per bambini ed escursioni guidate. Il finanziamento ottenuto attraverso i psr a cui abbiamo partecipato ha coperto per circa la metà l'intero investimento che in complesso è di mezzo milione di euro”.

Alla chiusura del viaggio stampa è intervenuto anche l'assessore all'agricoltura e ai fondi europei della Regione, Federico Caner, che ha voluto presentare i risultati ottenuti dal Programma di sviluppo rurale 2014-2022, che ha messo a disposizione oltre un miliardo e mezzo di euro in grado di generare un investimento complessivo di 2,4 miliardi: sono state 91.758 le domande presentate, 83.622 quelle accolte. Il più recente Csr 2023-2027 può, invece, contare su oltre 800 milioni: al momento, delle 13.736 richieste di finanziamento ne sono state accolte 12.685. [IL GIORNALE DI VICENZA]

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